Inserito 03-06-2010
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prio_fantasma Come associazione che si interessa di francobolli ordinari in senso lato ma sopratutti di quelli attuali, amiamo seguire il loro uso postale nel tempo al variare dei cambi tariffari, ma impostiamo le nostre collezioni anche con la ricerca delle varietà che si presentano di volta in volta sul mercato, nel corso della vita di questi francobolli che vengono stampati in svariati milioni di esemplari. Ricerchiamo naturalmente, varietà “naturali” ovvero ritrovate all’Ufficio Postale e che si riferiscano ad errori che casualmente si verificano durante il processo di fabbricazione. Il numero di varietà esplose, agli inizi degli anni novanta, con la serie dei “Castelli d’Italia” in modo tanto evidente che vennero svolti controlli ed indagini con sequestri e denuncie. Per alcuni anni, l’arrivo sul mercato di varietà si ridusse notevolmente, grazie ai maggiori controlli da parte del Poligrafico ed all’applicazione di controlli automatici e di scarto durante le fasi di stampa. Questa tregua negli ultimi anni si è interrotta, oggi si ritrovano varietà di tutti i tipi, che sono legate da un unico punto in comune; ovvero “quasi tutte” rappresentano esclusivamente scarti di stampa. L’immagine in alto mostra una “cosa” non sapremmo quale termine usare per questo oggetto che non ha nessuna parvenza di francobollo, di cui siamo venuti a conoscenza tramite il passaparola in internet. Crediamo che continuando di questo passo forse presto saranno offerti ai filatelisti anche i contenitori semivuoti dei coloranti impiegati dal Poligrafico nella produzione dei francobolli e/o spezzoni di carta, naturalmente non stampata. Questi oggetti saranno sicuramente promossi commercialmente con l’indicazione di rappresentare “precursori di varietà di francobolli”. Ogni ulteriore commento sull’argomento crediamo sia superfluo.

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Commenti

Commento inviato il 3 giugno, 2010 alle 14:15

Come consigliere CIFO invito tutti i soci a NON comprare assolutamente queste schifezze e semmai a denunciare alle autorità competenti i venditori.
Se vengono fuori è solo perchè noi collezionisti assorbiamo questo materiale pagandolo e alimentando così un circolo vizioso per cui i venditori sono spinti a procurarsene di nuovo.
E’ materiale di scarso valore che non ne acquisirà di certo in futuro..la vera filatelia è ben altra!!!!


Commento inviato il 3 giugno, 2010 alle 16:00

Carissimo Aniello,
condividiamo pienamente il suggerimento di astenersi dall’acquisto di queto tipo di materiale, che non ha nulla a che fare con la filatelia.
La Redazione


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