di Nicola Luciano Cipriani
Cari amici ho avuto una lunga e piacevolissima conversazione telefonica con Giovanbattista e, tra le tante cose che ci siamo dette, tutte molto interessanti (cosa non lo è per noi quando parliamo di francobolli!) c’è n’è una molto curiosa che lo scopritore ha mostrato interesse nella divulgazione: il francobollo per la commemorazione di Gaetano Martino che possiamo definire uno degli artefici dell’Unione Europea. Giovanbattista aveva scoperto questo carattere sin dall’inizio, ma vediamo di cosa si tratta. Il nostro amico aveva notato che la scritta “Lusse” che compare nella prima riga in alto subito a sinistra della Germania ha un carattere leggermente più grassetto di tutta la scritta di sottofondo. Come si può notare, il sottofondo è formato dal nome degli stati europei fondatori dell’Unione disposti sulla stessa riga. Data la copertura delle nazioni sulla scritta, allo scopo di far comparire tutti i nomi, il bozzettista ha sfalsato righe alterne. In tal modo la parola Francia, ad esempio, è incolonnata una riga si ed una no, e così di seguito per le altre. Fin qui tutto sembrerebbe filare liscio.
Ma torniamo al nostro “Lusse”, che è la prima parte di Lussemburgo (ovviamente), la lettera “L” dovrebbe essere incolonnata con tutte le altre, che però sono coperte dalla carta geografica stilizzata, tranne quella dell’ultima riga in basso. Il confronto ci dice subito che le due iniziali “L” non sono incolonnate, inoltre se confrontiamo la lunghezza della parola, quella in alto (coperta dalla Germania) è più corta del dovuto: mancano alcune lettere che la Germania sembra aver divorato. Penso che l’interpretazione più plausibile sia che inizialmente la parola “Lusse” non fosse stata inserita da Bruscaglia che, accortosi in un secondo momento della stonatura della piccola area bianca, l’ha riempita giustamente con il nome della nazione iniziando dalla prima lettera. Non sappiamo se Bruscaglia si sia reso conto dell’anomalia o se volutamente, per estetica, ha preferito riportare l’inizio della parola a discapito della sua completezza che la parziale copertura prodotta dalla cartina avrebbe comunque mascherato.
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