Posted on 29-10-2017
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Tasso20171111Il Comune di Camerata Cornello e il Museo dei Tasso e della Storia postale sono lieti di invitarla alla presentazione del francobollo commemorativo dedicato a Francesco Tasso, che si terrà sabato 11 novembre 2017, dalle ore 10.00, nel borgo di Cornello dei Tasso (Camerata Cornello, Bg).

Il francobollo commemorativo è emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico in occasione dei Cinquecento anni dalla morte di Francesco Tasso; durante la giornata sarà possibile acquistare il francobollo e l’annullo grazie alla presenza di un servizio temporaneo di Poste Italiane.

Si tratta di una manifestazione molto importante per il riconoscimento del lavoro dei Tasso e della figura di Francesco Tasso a livello nazionale.

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Posted on 23-10-2017
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BOPHILEX 2L’amico Franco Laurenti ci segnala per il prossimo week-end il tradizionale convegno Filatelico-Numismatico BOPHILEX d’autunno arrivato alla sua 62° edizione. Un bel traguardo per questa manifestazione seconda sola a Veronafil per presenze di commercianti e collezionisti partecipanti la cui vivacità e continuità dovrebbe indurre Poste Italiane a guardare con attenzione, quale debba essere la formula vincente per attrarre pubblico.

Il convegno si terrà al NUOVO PALANORD – PARCO NORD, in Via Stalingrado (zona Fiera) uscita Tangenziale n. 7bis (direzione Ferrara) Ingresso e parcheggio gratuiti (su suolo privato non custodito)

Il Convegno Commerciale di Filatelia, Numismatica, Cartoline, Storia Postale, Telecarte e hobbistica avrà il seguente orario al pubblico:

  • Venerdì 27 ottobre ore 10.00 – 18.00
  • Sabato 28 ottobre ore 9.00 – 18.00
  • Giovedì ore 14 – 18 e venerdì ore 7.00 – 10.00 solo commercianti per allestimento

  • Trasferimento in AUTOBUS 25 dalla stazione centrale FF. SS. Uscita Via Carracci e navetta gratuita dalla stazione FS ogni 40 minuti; Venerdì 1° corsa ore 9.40 MENTRE Sabato la 1° corsa alle ore 8.40

    Per Informazioni:A.F.N.B. Casella Postale 569 – 40124 Bologna Centrale tel e fax 051 6311135 – cell. 388 4437025 E-mail: segreteria@afnb.it – Web: www.afnb.it

    Nell’immagine il alto, l’edizione autunnale di Bophilex del 2016

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    1455268695-dario-franceschiniIl Senatore Carlo Giovanardi, ci ha informato che la norma indicata nell’articolo apparso su “La verità” del 21 ottobre u.s. ed inserita nel Decreto di Economia e Finanza in preparazione dal Ministro Pier Carlo Padoan è stata fortunatamente cancellata per intervento diretto del Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini che ne ha compreso le conseguenze che tale norma avrebbe determinato. Un sospiro di sollievo anche se rimane comunque nei collezionisti l’apprensione per quanto sta ruotando attorno al mondo filatelico con l’interesse da parte dello stato di mettere le mani direttamente o indirettamente nelle tasche dei collezionisti.

    La decisione de “Il Catalogo Unificato” di avvicinare i prezzi delle quotazioni dei francobolli ai reali valori di mercato sembra oggi alla luce dei fatti; più che benvenuta!


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    Posted on 23-10-2017
    Argomento: (News) by info@cifo.eu

    Articolo2Carissimi amici tutti, ho appena ricevuto da un caro amico collezionista di Roma, copia di questo articolo che Vi prego di leggerlo attentamente. Se tale legge passasse anche al Senato, immaginate cosa succederebbe a vendere una collezione di francobolli o Storia Postale?



    Ci calcolerebbero una tassazione enorme rispetto al valore reale della collezione; se poi per azzardo, indicassero come base impositiva il valore del catalogo pagheremmo probabilmente tasse di 500% più alte del valore reale della stessa collezione.

    Questo non è allarmismo, come certi pretestuosamente vogliono farci credere; sei mesi fa avevamo un problema, quello del sequestro di materiale storico-postale in nostro possesso, oggi di problemi ne abbiamo almeno tre.

    1. Quello già menzionato riguardante gli oggetti postali, quello della Legge Fiano e quello della Legge Franceschini qui menzionata.Se queste Leggi passassero come sono state impostate, per i possessori di una lettera con francobolli sulla Marcia su Roma , si potrebbero profilare tre motivi validi (legalmente) per sequestrarcela. Primo qualche archivista che potrebbe pretendere la restituzione all’archivio di appartenenza (nel caso indirizzata a un sindaco)

    2. Secondo violazione della Legge Fiano (propaganda fascista)

    3. Terzo in quanto l’oggetto ha più di settant’anni e quindi bene culturale.

    Credo siamo alla follia; ditemi anche voi come la pensate! Con preghiera a tutti gli amici di divulgarla

    Giuseppe Guffagni per il Gruppo di Modena
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    Si è conclusa domenica 8 ottobre al Filandone di Martinengo la manifestazione di “Cartoline?…mai viste in filatelia” organizzata dal Circolo Filatelico Bergamasco in collaborazione col CIFO.




    L’iniziativa, svoltasi in due fine settimana (30 settembre-1 ottobre e 7-8 ottobre) ha richiamato più di 400 visitatori e ciò evidenzia come manifestazioni filateliche suscitano ancora molto interesse.Nel corso dei 2 fine settimana sono state organizzate diverse iniziative: le interessantissime conferenze tenute da Claudio Manzati sulle basi derivate russe, da Paolo Zavattoni sul blocco postale inglese durante la I^ guerra mondiale e da Thomas Mathà sulla storia postale pontificia. La conferenza conclusiva è stata tenuta da 8 soci del CFB che hanno presentato “Cartoline e lettere…raccontano la storia” sulla falsariga dell’analoga manifestazione tenutasi al caffè del Balzer nel dicembre 2016.

    Parallelamente sono state organizzate iniziative a carattere storico-culturale: la visita ai centri di Martinengo e Romano di Lombardia, la visita guidata alla villa rubini e museo storico sempre a Romano e il concerto chitarristico “cartoline sonore” tenuto dal M° Giacomo Parimbelli all’interno della settimana chitarristica martinenghese.

    La mostra delle 42 collezioni di cartoline è stata il fulcro della manifestazione; 9 collezioni erano esposte a concorso e giudicate secondo i parametri fissati dalle FEPA (Federation of European Philatelic Association), è risultato vincitore con 86 punti Lorenzo Spagnolo “Cartoline che raccontano la storia d’Italia: il ventennio”. Le altre 33 collezioni erano esposte a livello non competitivo ma con la possibilità di essere votate dal pubblico attraverso voto cartaceo o via web, è risultata vincitrice la collezione “Saluti da Roma” di Alberto Ravasio con 189 voti su 608 voti totali.

    L’esito della manifestazione è stato quindi più che positivo dato l’alto successo riscontrato sia nei visitatori sia da parte dei relatori.

    Il direttivo del CFB ringrazia il CIFO e la Pro Loco di Martinengo per la collaborazione nell’organizzazione e gestione dell’evento, sperando possa continuare anche nel futuro.

    Infine, ma non per ultimo, un sentito grazie a tutte le persone che, a vario titolo, si sono impegnate per la buona riuscita dell’evento.
    Il delegato alla comunicazione CFB- Michele Bernardi

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    Posted on 22-10-2017
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    L’ASTA BOLAFFI DI FILATELIA IL 26 E IL 27 OTTOBRE P.V. A TORINO

    Oltre 1700 lotti compongono il catalogo della prossima vendita di filatelia firmata Aste Bolaffi, in calendario a Torino il 26 e il 27 ottobre 2017 nella storica sede di via Cavour 17.







    Si parte con una selezione di Antichi Stati Italiani comprendente alcune rare buste come un’affrancatura “quadricolore” di Sicilia (lotto 106, base 10 mila euro), una corrispondenza per Parigi con l’alto valore da 1 scudo dello Stato Pontificio isolato (lotto 72, base 10 mila euro) e una striscia di tre esemplari da 1 soldo unita a un esemplare del 2 soldi del Granducato di Toscana su lettera da Firenze per Roma (lotto 146, base 17.500 euro).

    Ampio come da tradizione è il capitolo dell’area italiana, con diversi importanti documenti di posta aerea e un insieme di precursori di San Marino, oltre che una collezione di Repubblica specializzata con, al suo interno, un insieme di varietà difficilmente reperibili tutte insieme (lotto 572, base 25 mila euro).

    Per finire, tra i francobolli esteri, non mancano lotti di grande richiamo: tra tutti spicca una busta di Austria del 1852 con un 6 kreuzer con la perforazione a trattini di Tokay (lotto 959, base 3.750 euro), un blocco di quattro esemplari del primo francobollo al mondo, il Penny Black di Gran Bretagna del 1840 (lotto 1028, base 25 mila euro), e una raccolta quasi completa delle emissioni delle colonie tedesche tra il 1883 e il 1919 (lotto 1122, base 8.500).

    ASTA di francobolli e storia postale dagli Antichi stati italiani alla filatelia internazionale

    Giovedì 26 ottobre 2017

  • Prima sessione ore 10, lotti 1-308
  • Seconda sessione ore 14:30, lotti 309-947

    Venerdì 27 ottobre 2017

  • Terza sessione ore 10, lotti 948-1346

  • Quarta sessione ore 14:30, lotti 1347-1788

    VISIONE dei lotti a Torino da lunedì 23 a venerdì 27 ottobre, 9:30-13; 14-18:30
    I lotti saranno disponibili fino a un’ora prima dall’inizio delle rispettive sessioni nella Sala Bolaffi, via Cavour 17, Torino

    Catalogo online: www.astebolaffi.it/it/auction/57

    Per informazioni Press Office BOLAFFI GROUP via Cavour, 17 – 10123 Torino (Italy) +39 011.55.76.390, +39 346.38.07.760
    www.bolaffi.it – www.astebolaffi.it

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    Martedì 24 Ottobre p.v. alle 15.30 presso l’Auditorium dell’ALDAI, l’Associazione Lombarda dei Dirigenti dell’Industria, in via Larga 31 a Milano, apre una serie di conferenze su “Filatelia & Collezionismo”.


    L’incontro è aperto a tutti, non solo agli iscritti al sindacato Dirigenti dell’Industria sarà tenuto dal Dr. Claudio Ernesto Manzati Presidente del CIFO, L’Associazione dei Collezionisti Italiani di Francobolli Ordinari, e membro dell’Accademia Europea di Filatelia.

    La prima conferenza dal titolo “La Storia della Posta: Francobolli e Collezionismo” di cui è stato pubblicato un estratto, sul numero di Luglio di DIRIGENTI Industria, la rivista mensile dell’Associazione, rappresenterà l’introduzione alla Storia della Posta, alla sua evoluzione con l’uso del Francobollo sino al periodo attuale denominato Post Filatelico. In allegato l’articolo di introduzione

    Si prega di segnalare la propria partecipazione via email all’Ing. Mario Garassino mgconsilium@gmail.com oppure telefonicamente alla Segreteria ALDAI 02 583761

    Nell’immagine in alto l’auditorium dell’Aldai dove si terrà la conferenza

    Scarica l’articolo di introduzione apparso sul numero di luglio c.a. di “DIRIGENTI Industria” cliccando QUI

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    img062Si annunciano tempi duri per antiquari, rigattieri, ambulanti, venditori fai-da-te. Il Senato sta per varare un giro di vite draconiano del settore. «Reati contro il patrimonio culturale», il titolo della nuova legge, già votata alla Camera. Vi sono alcune norme sacrosante, tipo la condanna da 10 a 18 anni a chi devasta o saccheggia beni culturali o luoghi della cultura. Bene anche l’argine contro i tombaroli: arresto fino a 2 anni per chi è pizzicato in un’area archeologica con strumenti per il sondaggio del terreno.




    Nei nuovi reati, però, è punibile con reclusione fino a 2 anni più multa fino a 80mila euro la compravendita di un bene culturale «senza la prescritta autorizzazione». E qui sta il guaio: che cos’è un bene culturale? Stando al Codice dei beni culturali, qualunque oggetto che abbia oltre i 70 anni.

    Già, il fatidico bene culturale. Il presidente della commissione Giustizia, Nico D’Ascola, AP, lo definisce di «fluida e incerta nozione». Riconosce il relatore, il senatore DEM Giuseppe Cucca: «Effettivamente la materia è controversa. Il Codice dei beni culturali rinvia al mero parametro temporale, a prescindere dal valore. Anche un libro del nonno, se risale agli anni Trenta, è considerato “bene culturale”.

    Ma è opportuno concludere questa legge senza ritocchi per non dover ripassare per la Camera. Sono sicuro che i magistrati sapranno operare con buon senso. E in ogni caso ci saranno gli atti parlamentari a fare chiarezza». La vedono all’opposto i senatori dell’opposizione, da Caliendo (Forza Italia) a Buccarella (M5S). «L’ambito di applicazione è talmente indefinito – dice Carlo Giovanardi, idea che rischia ai coinvolgere anche i comuni cittadini o gli esercenti che fanno commercio di oggetti di antiquariato».

    «Se la norma resta così come è scritta – ha spiegato ai senatori in una recente audizione Giulio Filippo Bolaffi, dell’omonima casa d’arte – ci renderebbe colpevoli di svolgere la nostra quotidiana attività e si creerebbe un clima di terrore nei collezionisti». Alla Bolaffi sono preoccupati, ad esempio, perché si moltiplicano i sequestri di lettere antiche con un ufficio pubblico per mittente o destinatario, pur mandate al macero o addirittura vendute dalla Croce Rossa – in quanto alcune Soprintendenze ora li considerano «beni demaniali» e quindi inalienabili.

    Il problema si pone anche per una moneta o un quadro contraffatto. Rischia da 1 a 6 anni più multa, «chiunque, anche senza aver concorso nella contraffazione, alterazione o riproduzione, pone in commercio, detiene per farne commercio, o comunque pone in circolazione, come autentici, esemplari contraffatti».

    Confcommercio chiede che sia almeno tutelato l’antiquario che si muove in buona fede. «Sono pene spropositate rispetto alla gravità dei fatti commessi e alla buona fede di chi li ha commessi all’interno di una normale routine commerciale o collezionistica», dice anche Bolaffi, che in audizione ha mostrato una moneta greca contraffatta. «Se per errore la vendessimo, rischiamo fino a 6 anni». Martedì prossimo al Senato se ne riparla. «Così in futuro ci saranno atti parlamentari esaurienti», dice Cucca.

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    Posted on 18-10-2017
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    Il nostro socio Ignazio Bianco, ci segnala la varietà di cui ha anche realizzato il video qui sotto. Le nostre felicitazioni ad Ignazio per l’interessante ritrovamento.





    Per vedere il video cliccare sul triangolo al centro dello schermo. Buona visione!


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    Legislatura 17ª – 2ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 426 del 17/10/2017
    GIUSTIZIA (2ª) MARTEDÌ 17 OTTOBRE 2017 – 426ª Seduta Presidenza del Presidente D’ASCOLA



    Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Federica Chiavaroli. IN SEDE REFERENTE

    (2864) Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale, approvato dalla Camera dei deputati
    Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 19 settembre.
    Il presidente D’ASCOLA avverte che si procederà all’esame degli emendamenti riferiti al disegno di legge n. 2864 e pubblicati in allegato.

    Dopo un breve intervento del senatore CASSON (Art.1-MDP), che illustra gli emendamenti a propria firma 1.15, 1.16, 1.25, 1.28 e 3.2, prende la parola il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) soffermandosi in particolare sull’emendamento 1.3, volto ad inserire un comma aggiuntivo all’articolo 518-bis, primo comma, lettera a), del codice penale, come introdotto dall’articolo 1, comma 1, lettera a), del disegno di legge n. 2864. Con la suddetta proposta emendativa si intende riferire la nozione di bene culturale, rilevante ai fini della legge penale, alle cose mobili e immobili definite “beni culturali” dal codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004, nell’ottica di delimitare con maggiore chiarezza l’ambito oggettivo di applicazione della nuova normativa. Si sofferma poi sull’emendamento 4.1, finalizzato ad introdurre l’articolo 25-terdecies del decreto legislativo n. 231 del 2001, in materia di riciclaggio devastazione e saccheggio di beni culturali ed attività organizzata per il traffico illecito di beni culturali.

    Il senatore GIOVANARDI FL (Id-PL, PLI))( ribadisce in premessa le forti perplessità sul contenuto del testo, trasmesso dall’altro ramo del Parlamento, già espresse in sede di discussione generale, in quanto l’intervento in oggetto comporta un inasprimento eccessivo e ingiustificato delle pene in materie di reati contro il patrimonio culturale. A suo avviso la nuova normativa sanzionatoria proposta con il disegno di legge n. 2864 non consente in alcun modo di distinguere con nettezza il confine tra il penalmente lecito e l’illecito, rischiando con ciò di coinvolgere in pesanti quanto ingiustificate vicende processuali anche comuni cittadini o esercenti l’attività di vendita e commercio di oggetti di antiquariato. Con le proposte emendative a propria firma, che si intendono da lui illustrate, si vuole fare chiarezza e delimitare con maggiore precisione l’ambito di applicazione del disegno di legge citato ai comportamenti consapevolmente posti in essere e finalizzati al compimento di attività delittuose e terroristiche, tenendo invece fuori dal perimetro applicativo lo svolgimento di attività professionali condotte in modo onesto e trasparente. Infine provvede a riformulare il proprio emendamento 1.7 nell’emendamento 1.7 (testo 2), pubblicato in allegato, nel senso di sopprimere il capoverso Art. 518-sexies del codice penale, come introdotto dall’articolo 1, comma 1, lettera a) del disegno di legge citato.

    Il senatore BUCCARELLA (M5S) illustra l’emendamento 1.24, volto a modificare l’articolo 518-duodecies, primo comma, lettera b) del codice penale – come introdotto dall’articolo 1, comma 1, lettera a) del disegno di legge n. 2864 – aggiungendovi le parole “conoscendone la falsità”. Scopo della proposta è quindi di specificare che la sanzione della reclusione da uno a sei anni e della multa fino ad euro diecimila – contenuta nel nuovo articolo 518-duodecies, primo comma, lettera b),del codice penale – punisca chiunque, anche senza aver concorso nella contraffazione, alterazione o riproduzione, ponga in commercio, “conoscendone la falsità”, esemplari contraffati, alterati o riprodotti di opere di pittura, scultura o grafica nonché di oggetti di antichità o di interesse storico o archeologico. Sottolinea l’esigenza di introdurre una siffatta precisazione in quanto la fattispecie in oggetto, a differenza della previsione di cui all’articolo 518-duodecies, primo comma, lettera a) del codice penale – come introdotta dall’articolo 1, comma 1, lettera a) del disegno di legge n. 2864 – punisce soggetti che detengono beni culturali senza aver concorso alla loro contraffazione, alterazione o riproduzione, uniformando in tal modo la previsione di cui alla citata lettera b) a quella delle successive lettere c) e d).

    La senatrice MUSSINI (Misto) illustra l’emendamento a propria firma 5.0.1, che è volto, analogamente alla proposta emendativa 1.3 del senatore Caliendo, a specificare la nozione di beni culturali rilevanti ai fini della legge penale. Sottolinea peraltro che la proposta emendativa in oggetto, a differenza di quella presentata dal senatore Caliendo, circoscrive la nozione di beni culturali ai beni mobili e immobili di cui agli articoli 10 e 11 del decreto legislativo n. 42 del 2004. Pure riconoscendo l’estrema complessità dell’opera di individuazione di una nozione di beni culturali rilevante ai fini della legge penale, ritiene assolutamente necessaria questa opera definitoria, anche in ossequio ai principi di determinatezza e tassatività della sanzione penale.

    Il senatore PALMA (FI-PdL XVII),pur apprezzando l’emendamento 1.3 a prima firma del senatore Caliendo quanto all’obiettivo di chiarire l’oggetto e la nozione di beni culturali penalmente rilevante, ritiene insoddisfacente un generico rinvio al decreto legislativo n. 42 del 2004, occorrendo invece circoscrivere con maggiore rigore il perimetro applicativo del disegno di legge n. 2864. A tale riguardo sottolinea, ad esempio, la necessità di coordinare tale intervento con la procedura amministrativa volta ad apporre il vincolo di bene culturale secondo quanto previsto dall’articolo 13 del citato codice dei beni culturali, anche allo scopo di evitare un indiscriminato ricorso alla sanzione penale anche di fronte a comportamenti sprovvisti della consapevole volontà di perseguire attività delittuose. Ritiene infatti che alcune parti del disegno di legge testé citato rischiano di configurarsi come vere e proprie “norme penali in bianco”, in contrasto con il principio di legalità in materia penale di cui all’articolo 25 della Costituzione.

    Interviene il senatore CALIENDO (FI-PdL XVII) al solo fine di precisare, rispetto alle considerazioni testé svolte dal senatore Palma, che non è semplice poter circoscrivere la portata applicativa della nozione di bene culturale con maggior rigore rispetto a quanto contenuto nella proposta emendativa 1.3 a propria firma. Infatti, la nozione di bene culturale caratterizza l’intera disciplina del codice dei beni culturali di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004 e non solo talune disposizioni ivi contenute. Ritiene peraltro ben accetta qualsiasi proposta volta a migliorare la formulazione da lui prospettata nel rispetto della ratio sottesa al suo emendamento.

    Il relatore, senatore CUCCA (PD), pur condividendo talune perplessità testé sollevate con particolare riferimento alle problematiche relative alla definizione esatta di beni culturali rilevante ai fini penale, ritiene non di meno condivisibile l’impostazione di fondo sottesa al disegno di legge n. 2864 e assolutamente necessario che esso vada approvato in tempi brevi e comunque entro la fine della legislatura.
    Svolte queste necessarie premesse, esprime parere contrario a tutti gli emendamenti presentati e parere favorevole al solo ordine del giorno G/2864/1/2.

    Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme a quello del relatore.

    Chiede quindi la parola il senatore PALMA (FI-PdL XVII), esprimendo rammarico per i pareri testé enunciati dal relatore e dal rappresentante del Governo. Pur dando atto al relatore della sua consueta lealtà ed onestà intellettuale, ricorda a tutti che, a seguito del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, il sistema istituzionale è ancora caratterizzato da un bicameralismo perfetto. Conseguentemente appare del tutto impropria questa forzata accelerazione dell’iter legis, anche in presenza di chiari errori di carattere tecnico che affliggono il testo in esame e che andrebbero corretti nella fisiologica dinamica della navette parlamentare. Oltretutto, ribadisce che talune previsioni del disegno di legge n. 2864 appaiono porsi in contrasto con diritti fondamentali e inviolabili della persona umana che andrebbero tutelati. Ritiene pertanto opportuno intervenire sul disegno di legge n. 2864, attraverso emendamenti mirati e circoscritti, che possano consentire di risolvere i problemi segnalati e permettere in breve tempo l’approvazione del disegno di legge in modo da assicurarne l’entrata in vigore entro la fine della legislatura.

    Dopo un breve intervento del senatore GIOVANARDI (FL (Id-PL, PLI)), il quale ribadisce la propria contrarietà all’impostazione di fondo sottesa al disegno di legge n. 2864, manifestando la ferma opposizione a qualsiasi tentativo di utilizzare il diritto penale in chiave strumentale ed ideologica, prende la parola il relatore CUCCA (PD), al solo fine di precisare che, anche nei casi in cui i testi non vengono modificati da un ramo del Parlamento, i dibattiti ed in generale i lavori parlamentari rappresentano un valido strumento di ausilio interpretativo che viene fornito ai giudici.

    il seguito dell’esame congiunto è, infine, rinviato.

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