
Riceviamo e pubblichiamo un interessante segnalazione, per la quale ci rivolgiamo agli associati prima di rispondere.
Vi sottopongo un pezzo per me “misterioso”, premetto che si inserisce, a chiusura, della mia collezione sulla tassazione meccanica in Italia. Come ben sapete, con il D.lgs. 261/1999, viene abrogata la spedizione con tassa a carico da parte degli Enti Pubblici, nonché la tassazione delle corrispondenze insufficientemente affrancate. Dopo un periodo di tolleranza (applicazione della tassa per la sola differenza, non raddoppiata), l’affrancatura delle lettere insufficienti avrebbero dovuta essere integrata dal mittente, pena il macero.
Questo almeno sulla carta, non conoscendo la reale prassi operativa adottata e, soprattutto, avendo forti dubbi sull’effettivo esercizio di controlli in merito, nonché sulla loro affidabilità e precisione. Mi ha quindi subito incuriosito del bollo su questa busta (manca, purtroppo, una data).
Dovrebbe trattarsi di una lettera secondo porto (formato non normalizzato) affrancata come porto semplice; come tale sempre per mia ipotesi avrebbe dovuto essere ritornata al mittente per l’integrazione della tariffa.
Alcuni dubbi che sorgono dalla lettura di questo oggetto:
- il bollo azzurro purtroppo poco leggibile si limita a segnalare l’insufficienza o integra l’affrancatura, dietro probabile pagamento in denaro?
- è stato apposto in partenza o in arrivo? Propenderei per la prima, ma…
- è conosciuto? Probabilmente una impronta chiara e leggibile sarebbe in grado di fornire qualche dato in più
- avete mai visto qualcosa di simile o analogo?
Conoscendo la vostra associazione quale attenta ed esperta anche di cose contemporanee, confido in un vostro aiuto per risolvere l’enigma.
Michele Passoni-Milano
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